La legislazione sul Bingo in Italia

 

Nel nostro Paese, il gioco del Bingo è stato monitorato sul piano legislativo, almeno in un primo tempo, con il Decreto Ministeriale numero 29, datato 31 gennaio 2000. Questo decreto è stato denominato “Regolamento recante norme per l’istituzione del gioco “Bingo” ai sensi dell’articolo 16 della legge 13 maggio 1999, n. 133”.Bandiera Tricolore Italiana

Secondo l’articolo 1 di questo decreto, dedicato all’esercizio del gioco, questo è riservato al Ministero delle finanze. La gestione del gioco, da svolgersi in sale non dedicate all’esercizio di altri giochi e comunque non collegate con locali nei quali siano installati apparecchi da divertimento e intrattenimento, nonché biliardi, biliardini e apparecchi similari, è attribuita a concessionari attraverso gare di appalto sotto la regolamentazione del Governo e dello stesso ministero.

Infine, secondo il decreto “l’espletamento delle gare e il controllo centralizzato del gioco, dei relativi flussi finanziari e delle procedure previste per la sua effettuazione, nonché la stampa delle cartelle e ogni altro servizio non richiesto ai singoli concessionari sono affidati sulla base di apposita convenzione da concludersi nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria”.

Le concessioni del Bingo

leggeIl secondo articolo di questo decreto è dedicato alle concessioni per la gestione del gioco. Il Ministero delle finanze attribuisce le concessioni per la gestione del gioco del Bingo in apposite sale a persone fisiche o società con idonei e comprovati requisiti anche in ordine alla solidità finanziaria, sulla base della trasparenza dell’assetto proprietario ed efficienza della gestione delle singole sale di effettuazione del gioco e della razionale e bilanciata distribuzione sul territorio, secondo parametri programmati e controllabili, della rete di sale destinate alla effettuazione del gioco, della garanzia della libertà di concorrenza e di mercato mediante la previsione di parametri volti ad impedire l’abuso di posizioni dominanti e dell’adozione da parte dei concessionari e da parte del gestore, per lo svolgimento e la gestione del gioco, di strumenti informatici conformi alle specifiche tecniche stabilite con decreto del Ministero delle finanze al fine di assicurarne la compatibilità con il sistema informativo di controllo centralizzato.

Le concessioni dureranno sei anni e possono essere rinnovate una sola volta. Il trasferimento della concessione è consentito previo assenso del Ministero delle finanze a soggetti in possesso dei requisiti stabiliti per il rilascio della stessa. È escluso il trasferimento per semplice girata di dette azioni o quote, a meno che la società per azioni non sia quotata in Borsa: in caso contrario, la concessione verrà revocata.

Il terzo articolo riguarda per l’appunto la decadenza e la revoca delle concessioni per il Bingo. Il Ministero delle finanze dichiara la decadenza dalla concessione quando vengano meno i requisiti per l’attribuzione della concessione di cui al presente regolamento e al relativo bando di gara.

La concessione è inoltre revocata nei seguenti casi: interruzione dell’attività per cause non dipendenti da forza maggiore; quando nello svolgimento dell’attività sono commesse violazioni delle disposizioni del presente regolamento; quando vengono accertati gravi irregolarità amministrative o il mancato rispetto degli obblighi fiscali.

Il decreto di decadenza o di revoca è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il concessionario nei cui confronti è stato adottato un provvedimento di decadenza o di revoca non può concorrere, né direttamente né per interposta persona, né per il tramite di società, nei tre anni successivi alla attribuzione di nuove concessioni.Coupon Tombola

Il quarto articolo è dedicato alla disciplina dell’esercizio del gioco. In Italia il Bingo si gioca con 90 numeri dall’1 al 90, avendo i giocatori come unità di gioco una o più cartelle su cui sono stampati quindici numeri diversi, distribuiti su tre file orizzontali di cinque numeri ciascuna e su nove colonne verticali, ciascuna comprendente i numeri della stessa decina, su ognuna delle quali possono essere uno, due o tre numeri, senza che vi sia mai una colonna senza numero.

Dopo aver passato al vaglio le due combinazioni vincenti previste, ovvero la cinquina e il bingo, si approva “la disciplina relativa alle modalità e agli elementi del gioco, alla stampa, alla distribuzione, alla vendita e all’uso delle cartelle, alle apparecchiature per l’estrazione delle palline, alle caratteristiche e all’uso delle palline, al prezzo di vendita delle cartelle, ai premi e alla loro corresponsione, alle regole di svolgimento delle partite, ai rimborsi, alla tenuta del libro dei verbali delle partite di gioco e ad ogni altra disposizione necessaria al buon andamento del gioco ”.

Il quinto articolo si occupa del prelievo erariale, fissato in misura del 20 per cento del prezzo di vendita delle cartelle e versato dal concessionario all’affidatario del controllo centralizzato del gioco. Nel sesto articolo si parla di montepremi: secondo i criteri stabiliti dal decreto del Ministero delle finanze, in ogni partita è il 58 per cento del prezzo di vendita della totalità delle cartelle vendute in ogni partita.

Il settimo articolo si occupa del compenso dell’affidatario del controllo centralizzato del gioco: esso viene stabilito in misura non superiore al 3,80% del prezzo di vendita delle cartelle. L’ottavo articolo si occupa del compenso per il concessionario, pari alla parte dell’incasso lordo, una volta dedotti il prelievo erariale sulle cartelle, i premi corrisposti e il compenso versato all’affidatario del controllo centralizzato del gioco.

Il nono articolo si occupa di cauzioni e dichiarazione d’inizio attività: il concessionario presta all’Amministrazione finanziaria cauzione, a mezzo di fidejussione bancaria a «prima richiesta» o polizza assicurativa equivalente, di € 516.456,89 per ciascuna sala, al fine di garantire l’adempimento dei propri obblighi.

Il decimo e penultimo articolo si occupa dei poteri di vigilanza dell’Amministrazione finanziaria: nelle convenzioni che regolano il rapporto concessorio con l’affidatario del controllo centralizzato del gioco e con i concessionari delle sale da gioco sono previste le modalità di esecuzione dei controlli, nonché l’obbligo per i suddetti soggetti di consentire l’effettuazione dei controlli stessi.

Infine, l’undicesimo articolo si occupa della pubblicità: il presente regolamento e il decreto del Ministero delle finanze di cui all’articolo 4, comma 3, devono essere esposti presso ciascuna sala Bingo, in modo da consentire al pubblico di prenderne visione.

D.M. 12 settembre 2000

D.M. 31 gennaio 2000 n. 29Pochi mesi dopo la pubblicazione del, è stato emesso il D.M. 12 settembre 2000 – Controllo centralizzato del gioco del «Bingo». Nel primo articolo si legge che “l’incarico di controllore centralizzato del gioco del «Bingo» è affidato all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato”.

Stando al secondo articolo “l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato curerà, con la massima sollecitudine, l’elaborazione di tutti i provvedimenti previsti dal regolamento istitutivo del gioco, nonché la stesura della convenzione-tipo da stipularsi con i gestori delle sale”. Nel terzo articolo si legge che “l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato potrà, entro due anni dall’avvio del gioco stesso, affidare fino a trecentottanta altre concessioni a soggetti rientrati nell’originaria graduatoria”.

Infine, secondo il quarto e ultimo articolo “il Dipartimento delle entrate assicurerà la massima e fattiva collaborazione all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in particolare nelle fasi di avvio del gioco”.

D.M. 21 novembre 2000

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Infine, il 21 novembre del 2000 è stato emesso un nuovo Decreto Ministeriale, dal titolo “Approvazione della convenzione tipo per l’affidamento in concessione della gestione del gioco del Bingo”. Si parte con l’allegato della convenzione per l’affidamento della gestione di una sala.

Nel secondo articolo di questo decreto si legge che “le attività oggetto della concessione sono tutte quelle finalizzate allo svolgimento del gioco nella sala in questione, secondo le modalità descritte nel decreto direttoriale 16 novembre 2000 di approvazione del regolamento di gioco”.

Il terzo articolo si occupa di obblighi e divieti per il concessionario: i gestori delle sale devono disporre di un personale qualificato, correlato all’ampiezza della sede e al numero dei posti di gioco. Entro la data di inizio della gestione del gioco e per tutta la durata della concessione, il concessionario deve essere in regola con tutte le prescrizioni di legge e le autorizzazioni amministrative previste.

La sala deve presentare le caratteristiche di luminosità, aerazione, condizioni igieniche e di decoro adeguate all’esercizio delle attività oggetto della concessione. Il concessionario è tenuto ad adeguarsi agli eventuali canoni di uniformità, di identità di marchio e di logo.

Al concessionario è fatto divieto di svolgere o far svolgere nella sala altri giochi e collegarla con locali nei quali sono installati apparecchi da divertimento e/o intrattenimento, nonché biliardi, biliardini e apparecchi similari; esercitare la gestione del gioco in locali diversi dall’unica sede autorizzata della Sala; trasferire ad altri la concessione senza il preventivo assenso dell’Amministrazione.

Secondo il quarto articolo, “per l’esercizio delle attività relative alla gestione del gioco del Bingo è riconosciuto al concessionario un compenso pari all’incasso lordo, dedotti il prelievo erariale sulle cartelle, la quota spettante all’affidatario del controllo centralizzato del gioco e i premi corrisposti”.

legalSecondo il quinto articolo, tutte le spese inerenti o connesse all’attività oggetto della concessione, comprese quelle relative ai locali, nonché all’acquisizione, all’installazione ed alla gestione degli strumenti informatici e multimediali e a quanto necessario per assicurare il corretto ed ordinato svolgimento del gioco, sono ad esclusivo carico del concessionario.

Secondo il sesto articolo, il concessionario è tenuto a prestare la cauzione definitiva a mezzo di fidejussione bancaria a «prima richiesta» o polizza assicurativa pari a euro 516.456,89 per ciascuna sala. Nel settimo articolo si dice che il trasferimento della concessione è possibile solo se si è in possesso dei requisiti necessari, mentre nell’ottavo articolo si parla di trasferimento delle sale, possibile solo dopo la fine del secondo anno di possesso della convenzione, e solo dopo l’attenta valutazione da parte dell’Amministrazione.

Il nono articolo parla di Regole della concorrenza, il decimo articolo si occupa di Responsabilità per danni, l’undicesimo articolo si riferisce alla Sospensione non autorizzata dell’attività. Il dodicesimo articolo fa riferimento alla Sospensione della concessione, il tredicesimo fa riferimento alla Decadenza e revoca della stessa. Il quattordicesimo articolo si occupa dell’Elezione del domicilio, il quindicesimo articolo fa riferimento alla Durata della convenzione. Gli Oneri fiscali sono al centro del sedicesimo articolo, mentre il diciassettesimo si occupa della Risoluzione delle Controversie e il diciottesimo e ultimo articolo fa riferimento alle Comunicazioni e ai rinvii.



Bingo.org wrote this on 2016-02-18